Tesi di Laurea

Prova finale e conseguimento del titolo di studio

Le sedute di tesi sono l’atto finale del percorso di studi di un allievo di Triennio o Biennio e in quanto tali devono dimostrare e mostrare la capacità dello studente di esprimere il potenziale artistico, didattico e professionale che ha maturato durante gli anni di studio.

Pertanto la seduta di tesi è costituita dalla discussione della tesi scritta, dedicata all’argomento prescelto, e dalla esecuzione dei brani ad esso relativi.

1. Requisiti preliminari per presentare la tesi di laurea

Lo studente al momento di sostenere la tesi deve aver acquisito tutti i crediti previsti dal suo piano di studi.

Lo studente potrà comunque discutere la tesi a partire dalla sessione successiva a quella nella quale ha sostenuto l’ultimo esame. I periodi per l’esposizione della tesi corrispondono a una delle tre sessioni d’esame previste nell’anno accademico.

Il limite massimo per sostenere la tesi è quello stabilito per la durata dei “Fuori corso”: intendendo che se lo studente ha sostenuto tutti gli esami ha tempo fino alla durata doppia di quella naturale del suo corso per sostenere la tesi (o in generale per non decadere dal corso), cioè se lo studente è iscritto al Triennio dall’a.a. 2012/13 ha tempo fino alla scadenza dell’a.a. 2017/18. L’ultima sessione disponibile per discutere la tesi è dunque quella di aprile 2019, dal momento che l’ultima sessione disponibile per sostenere l’ultimo esame è quella di gennaio 2019.

2. Presentazione del modulo per la Domanda di tesi e relativa Proposta di tesi

La prima regola intransigibile è di consegnare il modulo compilato della domanda di tesi e la conseguente Proposta di Tesi, entro i seguenti limiti temporali relativi all’anno accademico 2017-2018:

il 15 maggio per la sessione autunnale, relativa al febbraio 2018

il 15 dicembre per la sessione invernale, relativa al maggio 2018

il 15 maggio per la sessione estiva, relativa al ottobre 2018

Lo studente dovrà presentare domanda scritta in segreteria, utilizzando l’apposito modulo in cui dovrà riportare il titolo della tesi, il nome del relatore e del correlatore, 5 mesi prima della sessione di Tesi, o comunque rispettando la dead line definita dall’istituzione per l’anno accademico in corso.

2.1 Proposta di tesi

Contestualmente al modulo per la domanda il candidato deve presentare in segreteria anche la Proposta di Tesi.

La proposta di Tesi dovrà prima essere concordata con il docente-relatore, e in seguito sottoposta al correlatore, dovrà essere corredata da un titolo provvisorio, sottotitolo e una sintetica introduzione, con breve esposizione degli argomenti da trattare, elencati in un indice provvisorio.

3. Tesi di laurea

 

3.1 Tempi e modi per la presentazione

La tesi di laurea dovrà essere presentata in brossura fresata, cioè rilegata a caldo senza spirali e grappette (le pagine vengono incollate sul dorso della copertina).

La tesi cartacea e in forma completa, deve essere consegnata presso la segreteria almeno 20 giorni prima della discussione.

Vanno preparate 4 copie, due per la Segreteria e una ciascuno per il relatore e il correlatore. Gli altri membri della commissione possono richiederne una copia cartacea o in forma elettronica in segreteria. La Commissione, composta da cinque membri, è presieduta dal Direttore, Vice-Direttore o un loro delegato.

3.2 Modalità di compilazione

Le pagine della tesi dovrebbero oscillare fra un minimo di 50 e un massimo di 100 pagine, con font e spaziature “normali”, grandezza caratteri 12-14 punti, stesura fronte-retro. Sarebbe inoltre opportuno che, nei limiti della tematica scelta, ci siano foto, trascrizioni, analisi formali e un CD allegato con i brani di cui si parla.

La tesi deve prevedere:

una Introduzione in cui si spiegano le motivazioni del proprio lavoro e quali sono le ipotesi attorno a cui lo si è strutturato.

una Conclusione (considerazioni finali o altro breve titolo) in cui riassumere gli esiti della ricerca e sottolineare gli aspetti positivi ed innovativi, sia a livello di contenuti (scientifico, didattico, ecc.) sia a livello personale in quanto studenti e professionisti della musica.

una sezione (interna alla tesi o a pagine staccate, da consegnare comunque ai commissari) in cui si illustrano in breve i brani che verranno eseguiti, preferibilmente con partiture.

la Bibliografia, l’elenco dei Siti consultati e la Discografia selezionata in base all’argomento trattato.

3.3 Criteri per la corretta compilazione della tesi

L’argomento della tesi viene concordato dal candidato e dal docente-relatore.

L’inquadramento storico-critico dell’argomento della tesi sarà basato in primo luogo sulle fonti scritte o registrate disponibili presso l’Archivio (Biblioteca e Archivio Sonoro) del Centro Nazionale Studi sul Jazz “Arrigo Polillo”. Per questa fase iniziale e comunque per tutto quanto attiene la ricerca delle fonti il ruolo di tutor “di sostegno” sarà svolto dal docente di Storia del Jazz e Direttore del Centro Studi, Francesco Martinelli.

Una volta sottoposta la “proposta di tesi” al docente-relatore, il candidato raccoglie i suggerimenti del relatore e correlatore e modifica la proposta della tesi secondo le indicazioni dei docenti. I docenti, dal canto loro, durante la stesura della tesi forniscono bibliografia, assistenza concettuale e redazionale (non grammaticale);

Il candidato invia a relatore e correlatore i capitoli o parte dei capitoli man mano che procede nel lavoro di ricerca, elaborazione e stesura;

Il candidato ha l’obbligo di formulare la tesi con linguaggio chiaro, corretto e lessicalmente appropriato; relatore e correlatore hanno facoltà di rinviare parti di tesi per una riscrittura se la prima stesura dovesse rivelarsi poco efficace;

I tempi di revisione vanno concordati tra candidato, relatore e correlatore in modo da avere il tempo necessario per una esaustiva revisione.

3.4 Indicazioni per la stesura della tesi

È fondamentale seguire le seguenti indicazioni per una corretta presentazione della tesi:

Per i titoli degli album usare il maiuscoletto;

Per i titoli dei brani di musica (o film, libri  ecc) usare il corsivo.

I generi musicali, a meno che non sia indispensabile, si scrivono  senza iniziale maiuscola (jazz, rap, ecc.).

Per i termini strettamente tecnici in lingua straniera va usato il corsivo, e sempre con i termini al singolare (es. voicing, block-chord, ecc.).

Usare il  grassetto  solo per i titoli dei capitoli e dei sottocapitoli (o paragrafi) interni (che vanno numerati: 1.1; 1.2 ecc.).

La punteggiatura va allineata a sinistra.

Usa le virgolette <<….>> per le citazioni e riporta in nota autore, titolo, luogo e casa di edizione, anno di pubblicazione, pagina citata (ad esempio: E. MORIN, I sette saperi necessari all’educazione del futuro (corsivo), Raffaello Cortina editore, Milano 2001, p.27);

La stessa cosa va fatta per riviste e giornali e anche per CD e LP, con gli opportuni adattamenti (ad esempio: M. BERNARDINI, Alice in cerca di meraviglie (corsivo), in <<Avvenire>> 6 dicembre 1989, p.22; Orchestra Utopia e Paolo Fresu, ANCHE I NUMERI DANNO POESIA (maiuscoletto), CD ONYX 004).

Se si utilizzano informazioni tratte da siti i siti medesimi vanno indicati con la massima precisione, compresa la data di consultazione.

Nella stesura dei capitoli usare i capoversi per rendere più chiaro e leggibile il testo.

Evitare ripetizioni e usare sinonimi e pronomi.

Se si usano parole con un’accezione particolare rispetto al loro significato abituale devono essere messe in corsivo, evitando le virgolette.

Nella facciata indicare:

ASSOCIAZIONE SIENA JAZZ – ACCADEMIA NAZIONALE DEL JAZZ.

Corsi SJU – “Siena jazz University”.

DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO / SCUOLA DI JAZZ

TITOLO (ed eventuale sottotitolo)

RELATORE

CORRELATORE

CANDIDATO/A

N° DI MATRICOLA

ANNO ACCADEMICO

4. Prova finale

La prova finale si svolge in due parti:

1ª parte esecuzione di brani da parte dello studente, con eventuale partecipazione di

altri musicisti a cura dello stesso, per un minimo di 30 minuti;

2ª parte discussione della tesi di fronte alla Commissione, con introduzione da parte

del relatore della stessa, per un massimo di 30 minuti.

4.1 Prova finale e conseguimento del titolo di studio

1. La prova finale ha la funzione di evidenziare le competenze acquisite dal candidato durante il percorso formativo. Lo studente è ammesso a sostenere la prova finale dopo avere maturato tutti i crediti previsti dal piano degli studi. Il titolo di studio è conferito previo superamento della prova finale.

2. La prova finale è costituita da una parte interpretativa-esecutiva svolta nell’indirizzo caratterizzante del corso di studi e dalla discussione di un elaborato di adeguato valore artistico-scientifico:

- la parte interpretativa-esecutiva consiste in una performance musicale pubblica della durata minima di trenta minuti e massima di sessanta, da solista oppure con formazione musicale scelta con assoluta libertà;

- la seconda parte della prova consiste nella discussione di un elaborato scritto riguardante qualsiasi ambito disciplinare del corso di studi seguito, prodotto dallo studente entro i termini fissati nel regolamento del corso di studio; per l’illustrazione e la discussione dell’elaborato lo studente può avvalersi liberamente di adeguati supporti, anche multimediali.

Le modalità di svolgimento e di valutazione della prova finale sono disciplinate nel regolamento del corso di studio.

3. Lo svolgimento delle prove finali di diploma accademico di primo e di secondo livello e l’atto della proclamazione del risultato finale sono pubblici.

4. Il voto finale è espresso in centodecimi, con eventuale lode. Il voto finale non può essere inferiore alla media ponderata, rapportata a centodieci, delle votazioni conseguite nell’intero percorso formativo in funzione dei CFA acquisiti e delle diverse tipologie di attività formative. La media ponderata dei voti può essere integrata dalla commissione per un punteggio non superiore a 10/110. L’eventuale lode deve essere assegnata all’unanimità dalla commissione.

5. Siena Jazz rilascia, come supplemento al diploma, un certificato che riporta, secondo modelli conformi a quelli adottati dai Paesi europei, le principali indicazioni relative al curricolo seguito dallo studente per conseguire il titolo stesso.

La commissione può attribuire, con decisione unanime, la “menzione d’onore” o altre forme di riconoscimento accademico.

4.2 Modalità di svolgimento della prova finale

1. La prova finale ha la funzione di mettere in luce le peculiarità del candidato emerse durante il Triennio e può riguardare una qualsiasi delle aree disciplinari della Scuola frequentata, a condizione che la disciplina sia attiva nell’anno accademico in corso, e non ricalchi necessariamente il programma degli esami del terzo anno.

2. Lo studente è ammesso a sostenere la prova finale dopo avere maturato tutti gli altri crediti del proprio percorso formativo. Se la prova finale riguarda una materia teorica o teorico-tecnica, l’elaborato (tesi scritta, supporto multi-mediale, etc.) deve essere consegnato alla Segreteria didattica almeno 20 giorni prima dell’esame, in numero di quattro copie.

3. Il voto finale non può essere inferiore alla media ponderata, rapportata a centodecimi, delle votazioni conseguite nell’intero percorso, con la seguente distribuzione:

a) attività formative di base 10%

b) attività formative caratterizzanti 70%

c) attività formative affini o integrative 10%

d) attività formative scelte dallo studente 10%

4. La media ponderata dei voti può essere integrata dalla Commissione per un punteggio non superiore a 10/110.

5. La lode, per essere assegnata, deve essere accolta all’unanimità dalla Commissione.

6. La verifica della conoscenza di una lingua straniera comunitaria non incide sul voto finale.

5. Parametri per il calcolo del punteggio della tesi

La valutazione della tesi è calcolata tramite una media ponderata dei voti di tutti gli esami sostenuti. La media ponderata è ottenuta rapportando il voto al numero dei crediti, ciò significa che più l’esame “pesa” in termini di crediti, più varrà ai fini della media finale.

Il calcolo viene fatto nel seguente modo: si moltiplica il voto in trentesimi per il totale dei crediti, si sommano tutti questi risultati e la somma si divide per la somma di tutti i crediti. Es: lo studente ha preso 25/30 con 7 crediti, 28/30 con 5 crediti e 30/30 con 6 crediti. (25 x 7) + (28 x 5) + (30 x 6) = 175 + 140 + 180 = 495 : (7 + 5 + 6 = 18) = 27,5 che è la media che stiamo cercando.

Per rapportare questo voto ai cento-decimi la formula è 27,5 x 110: 30 = 100,8333.

A questo punto se la media è superiore al numero intero/virgola 55 si ottimizza alla cifra superiore in caso opposto si ottimizza alla cifra inferiore: nell’esempio, 100,8333 è superiore a 100,55 e quindi diventa 101 che sono i cento-decimi di media dello studente in questione.

In sede di tesi la Commissione può aggiungere, al voto derivante dalla media ponderata, da 0 a 10 punti, corrispondenti a un massimo due punti a commissario di laurea. Nel caso che il candidato raggiunga i 110/cento-decimi la Commissione può, a sua discrezione, aggiungere la lode al voto finale.

6. Norme da conoscere sulla copiatura (plagio) di una tesi.

La legge 19 aprile 1925, n. 475, tutt’ora in vigore, recita:

«Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico [...] presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno».

La pena prevista è più severa se si riesce in questo modo a conseguire il titolo di laurea:

«La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito».

Ulteriore conseguenza, la revoca della laurea, come previsto dall’articolo 5 della legge:

«La sentenza di condanna o quella che dichiara che il fatto sussiste, ordina la cancellazione del provvedimento che ne sia derivato.»

Inoltre, la Corte di Cassazione, sez. III Penale, con la sentenza 13 aprile – 12 maggio 2011, n. 18826, ha chiarito che la redazione di una tesi di laurea, asseritamente di natura compilativa ma, in realtà, contenente la mera trasposizione grafica di altro elaborato di diverso autore con alcune correzioni e l’aggiunta di minimi elementi di novità, senza alcun contenuto frutto di personale elaborazione o, comunque, di valutazione critica della fonte utilizzata, configura il reato di cui all’articolo 1 Legge 19 aprile 1925 n. 475.